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Brosso: sentieri, storia mineraria e arte sacra

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Un modo suggestivo per conoscere la storia del paese passa dalla Strada delle Vote: da Brosso costeggia la riva sinistra del torrente Assa fino a Calea. Lungo il percorso si possono vedere imbocchi di gallerie, fucine, forni di arrostimento, grandi vasche di raccolta dell’acqua, cappelle, cappelle funerarie, i palazzi Sclopis e ruderi di abitazioni.

File:Ascharite - Brosso, Piemonte, Italia 01.jpg File:Ascharite - Brosso, Piemonte, Italia 01.jpg Foto: Aangelo via Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0

Strada delle Vote e La Pera Riunda

I due sentieri si distinguono nettamente: la Strada delle Vote è interamente lastricata e la passeggiata presenta un livello di difficoltà medio. Il sentiero per La Pera Riunda è invece impegnativo e adatto a escursionisti esperti.

Storia mineraria lungo il torrente Assa

Il passato industriale si manifesta lungo il torrente Assa attraverso strutture metallurgiche con numerosi forni di arrostimento, vasche di lavaggio, fucine e frantoi meccanici. Servivano alla lavorazione locale del ferro con il metodo a bassa temperatura, ovvero secondo il cosiddetto metodo brossasco. Anche le miniere di Brosso sono note da molto tempo per la ricchezza e la grande varietà dei loro minerali.

Un’ulteriore traccia storica conduce alla piccola chiesa di San Rocco. Fu costruita nel 1630 come chiesa votiva, dopo che la popolazione aveva fatto voto al Santo durante un’epidemia di peste. L’edificio, oggi sconsacrato, ospita un’esposizione permanente di minerali e antichi strumenti di lavoro.

La Pera Riunda e Drera e Pian degli Alemanni

La Pera Riunda è un enorme masso erratico a forma di fungo, trasportato da un ghiacciaio e poggiato su materiale morenico compattato. Il masso è raggiungibile attraverso un’antica strada all’interno della vecchia area mineraria. Ciò unisce una singolare formazione geologica a un territorio in cui la storia dell’attività mineraria rimane immediatamente presente.

Drera e Pian degli Alemanni è un’area di rilevanza storico-culturale con vista sull’anfiteatro morenico. In quest’area i sentieri conducono a antichi siti minerari. Lungo il percorso sono ancora visibili i resti di antiche sorgenti ferruginose dall’acqua rossa e di sorgenti sulfuree. Qui paesaggio, rilievo morenico e passato industriale si manifestano insieme.

Chiese ed esposizioni

La chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo riunisce una storia sacra articolata. L’interno presenta un’unica navata con nove altari, ricche decorazioni e numerosi dipinti. La navata è semigotica, mentre il presbiterio è barocco. Si ritiene che la chiesa sia stata costruita intorno all’anno 1000 ed è considerata l’edificio più antico della vicaria e della valle. Vi si trova inoltre un organo realizzato nel 1856 da Felice Bossi.

A Cà ad Martolo si trovano cinque aree espositive dedicate al paese, alle persone, alla storia, ai minerali e agli strumenti di lavoro. Lo spettro culturale spazia così dall’architettura sacra e dai suoi arredi ai materiali e alle attività legati all’attività mineraria locale e alla lavorazione del ferro.

Altri luoghi

Altri luoghi: Valprato Soana, Cavour, Montanaro, Prali, Andezeno, Borgaro Torinese, San Didero, Maglione.

Alla panoramica di viaggio di livello superiore: Torino.

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