Azov: bastioni, musei e storia della Terra
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Azov si può scoprire attraverso capitoli molto diversi della sua storia: i bastioni e la polveriera raccontano la fortezza, mentre le esposizioni museali presentano l’arte dei nomadi, la storia della Terra e una stanza risalente alla fine del XIX e all’inizio del XX secolo. Temi di storia militare si affiancano così a reperti archeologici e scoperte naturalistiche.
La storia della fortezza e la vista sul delta del Don
La polveriera si trova nella fortezza di Azov, nell’antico bastione di Sant’Anna. È l’unico monumento conservato dell’ingegneria militare del XVIII secolo nel sud della Russia. La sua esposizione tratta la storia delle armi da fuoco e delle strutture per la conservazione degli arsenali di artiglieria. Mostra inoltre planimetrie delle fortificazioni della fortezza risalenti al XVII e al XVIII secolo. Le planimetrie fanno conoscere un capitolo diverso da quello rappresentato dai bastioni conservati: illustrano le idee alla base delle fortificazioni, mentre i bastioni sono resti architettonici della fortezza.
I bastioni in terra del XVIII secolo sono un monumento di rilevanza federale e un punto panoramico affacciato sul delta del Don. Sono anche un luogo molto amato dagli abitanti di Azov per passeggiare. Qui la vista sulla natura e la storia della fortezza rappresentano due aspetti diversi dello stesso luogo: sui bastioni il fulcro è la struttura conservata, mentre lo sguardo spazia sul delta del Don. Ogni anno vi si svolge un festival nazionale dei club di storia militare in memoria dell’assedio di Azov da parte dei cosacchi del Don nel 1641. Se desiderate abbinare il viaggio a questo evento, verificate le date della prossima edizione.
Collezioni tra archeologia e storia della Terra
L’esposizione principale del Museo-Riserva di Azov occupa 15 sale nell’ex edificio dell’amministrazione cittadina. Una mostra sulla fortezza di Azov tratta le campagne di Azov di Pietro I e la prima flotta da guerra russa. «Tesori dei nomadi dell’Eurasia» offre un diverso accesso al passato: la mostra presenta circa 18.000 oggetti d’oro, d’argento e di pietre semipreziose, oltre a reperti archeologici in bronzo, vetro e argilla. Sono esposte anche opere uniche dell’arte antica appartenenti alle collezioni del museo. Il numero approssimativo degli oggetti e la varietà dei materiali conferiscono a questa collezione un’identità distinta rispetto ai temi della fortezza.
Anche la storia della Terra è rappresentata in città. La prima sala paleontologica del Museo-Riserva di Azov, «Tracce della memoria della Terra», è stata inaugurata nel 2008. Presenta impronte di piante, calchi interni e fossili di molluschi e di vertebrati e invertebrati provenienti dal Caucaso settentrionale e dalla regione di Rostov. Nella seconda sala si può ammirare uno scheletro montato di deinoterio, descritto come l’unico scheletro montato della sua specie in Russia. Chi è interessato ai fossili trova qui non solo diverse classi di animali, ma anche impronte di piante e calchi interni, altre forme di testimonianze paleontologiche.
Una stanza personale e un giardino storico
Il Museo commemorativo R. L. Samoilovich espone la stanza commemorativa di uno studente del proginnasio di Azov. La stanza ricostruita risale alla fine del XIX e all’inizio del XX secolo e comprende fotografie originali, oggetti, effetti personali e rari reperti d’archivio. A differenza dei temi su vasta scala della fortezza e della storia della Terra, questo spazio espositivo concentra l’attenzione sugli oggetti personali e sugli interni storici.
Un altro luogo all’interno della fortezza ha una storia propria: nella primavera del 2016 il Museo-Riserva di Azov ha creato un giardino farmaceutico nella palizzata del corno Alekseevsky.
Per scegliere un appartamento vacanze ad Azov, il vostro interesse personale può essere un utile criterio di orientamento: desiderate concentrarvi sulle fortificazioni e sulla storia militare, vi interessano le collezioni archeologiche o vi attira il contrasto tra fossili e interni storici? La città offre temi diversi per rispondere a queste domande, ma non esiste un’unica risposta adatta a tutti gli itinerari.
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