Tox: sentiero costiero, palazzo e architettura di influenza indiana
Alloggi a Tox
A Tox, presso il Palacio de Tox, ha inizio il sentiero costiero Senda Naviega (GR-204). La Senda Naviega è un facile attraversamento costiero di 15,8 chilometri per escursionisti e si snoda in parte attraverso l’area naturale parzialmente protetta di Barayo. La lunghezza del percorso e l’indicazione della difficoltà possono essere considerate separatamente quando si inserisce un’escursione nella pianificazione della propria giornata.
La combinazione di un punto di partenza denominato, una distanza definita e un determinato contesto paesaggistico rende il percorso leggibile come elemento naturale autonomo del paese. Chi confronta diversi programmi di escursione può considerare i chilometri, la difficoltà ridotta e il tracciato in parte protetto come altrettanti punti di orientamento distinti.
Altri riferimenti diretti ai luoghi conducono a Anleo, Villapedre, Navia e Puerto De Vega.
Natura
Il percorso collega un punto di partenza chiaramente denominato a una distanza concreta e a un’area paesaggistica attraversata in parte. Per la pianificazione è quindi possibile leggere i 15,8 chilometri, la difficoltà ridotta e il passaggio attraverso l’area naturale parzialmente protetta di Barayo come tre informazioni distinte affiancate. La Senda Naviega rimane classificata come attraversamento costiero per escursionisti.
Sono proprio questi tre livelli a delineare con chiarezza il tema naturalistico di Tox: il sentiero è ancorato territorialmente al Palacio de Tox, può essere valutato in base alla sua lunghezza e attraversa al contempo un’area naturale parzialmente protetta espressamente indicata. Paesaggio e descrizione del percorso risultano così collegati, senza che il sentiero costiero debba essere ridotto a un’unica caratteristica.
Cultura
Il Palacio de Tox ha una pianta a U, ovvero è articolato in tre ali, ed è stato progettato sul modello dei pazos galiziani. In un’ala laterale del Palacio de Tox è integrata una cappella. Il Palacio de Tox è considerato visitabile. La forma complessiva, la suddivisione in ali e la cappella integrata attirano l’attenzione su diversi livelli architettonici.
Anche la Villa Mayagüez fa parte della storia tangibile del paese. Fu costruita a Tox nel 1929. Il proprietario era Vicente Suarez, un uomo emigrato a Porto Rico. La Villa Mayagüez è registrata nell’Inventario dei beni culturali del Principato delle Asturie con il codice IPCA-EI-41-8-14. L’anno di costruzione, l’indicazione del proprietario e la registrazione nell’inventario collocano l’edificio in una prospettiva temporale, biografica e storico-culturale.
Il Palacio de Tox e la Villa Mayagüez rappresentano quindi aspetti diversi della storia del paese: da un lato, la forma dell’edificio, la suddivisione in ali e la cappella caratterizzano l’immagine; dall’altro, si intrecciano l’anno di costruzione 1929, la biografia di Vicente Suarez e la registrazione nell’inventario dei beni culturali. Entrambi gli edifici rendono tangibili le tracce storiche di Tox, ciascuno a modo proprio.
Architettura
Tox conserva ottimi esempi di architettura tradizionale e di influenza indiana, oltre a un palazzo. Gli hórreos di Tox presentano Barroteras originali e sono coronati da croci di ardesia. Nell’osservare il paese, grandi edifici, inquadramento storico e piccoli dettagli costruttivi si affiancano. Forma, materiali e riferimenti alle origini offrono diversi punti di accesso all’architettura di Tox.
La varietà architettonica si manifesta quindi sia nella definizione di elementi tradizionali e di influenza indiana, sia in singoli componenti visibili. Negli hórreos, le Barroteras originali si accostano alle croci di ardesia; il palazzo completa questi dettagli con un complesso di dimensioni decisamente maggiori, definito palazzo.
Gastronomia
A Tox si trova il ristorante Regueiro. Regueiro propone menu degustazione basati su prodotti asturiani con influenze internazionali. I menu contengono richiami allo street food della Thailandia, dell’India e del Messico. I prodotti asturiani ne costituiscono la base, mentre le influenze indicate di Thailandia, India e Messico ampliano il quadro gastronomico descritto.
Regueiro unisce così una base regionale a tre riferimenti culinari internazionali espressamente indicati. Il quadro descritto spazia dai prodotti asturiani ai richiami allo street food della Thailandia, dell’India e del Messico, aggiungendo ai temi costieri e architettonici un’autonoma dimensione gastronomica.
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